L’orso Teo e la musica

Un pomeriggio d’estate, l’orso Teo saltellava, spensierato, fra i fiori variopinti di un immenso prato. Ad un tratto, la sua attenzione fu attratta da cinque fili luminosi che brillavano nel cielo. Nella valle, sette piccoli e strani esserini, giocavano a rincorrersi. Teo non aveva mai visto nulla del genere. “Ciao, amico orso…”. Teo trasali’ al suono di quella voce e, giratosi all’improvviso, vide una signora molto particolare, dalle forme arrotondate. “Sono la Chiave di Violino…”, continuò la signora, “Vorresti aiutarmi a compiere la mia missione?”. “Certo…”, rispose Teo, sempre contento di poter aiutare chiunque ne avesse bisogno. “Cosa posso fare per te?”. “Quegli esserini che vedi laggiù…”, continuò la signora Chiave, “Sono le sette note musicali. Il mio compito è quello di decidere, per ognuna di loro, un nome che le rappresenti. Inoltre, vorrei che divenisse amiche perché, solo collaborando e volendosi bene, potranno essere in grado di produrre musiche meravigliose”. Teo era un po’ perplesso e non capiva bene i discorsi della signora Chiave. “Quei fili luminosi che vedi brillare nel cielo, sono la loro casa. Si chiama Pentagramma. Ogni nota occupa una stanza e, solo comprendendo e rispettando le regole del vivere insieme, potranno interiorizzare i principi della musica e deliziare gli animi degli esseri umani”. Teo non sapeva esattamente cosa fosse la musica e, soprattutto, non avrebbe mai immaginato che ci volessero così tante regole da rispettare. Per lui non c’era suono più soave del soffio del vento che passava fra le chiome degli alberi o dello scroscio di una cascata di alta montagna. La signora Chiave lo distolse dai suoi pensieri, continuando a parlare: “La nota gialla, che vedi laggiù, è la più generosa del gruppo. Dona il suo aiuto alle altre e dona il suo tempo per ascoltare i loro problemi…”. “Un nome adatto per lei potrebbe essere DO, che significa dare…”, esclamò Teo, felice della sua scelta. La signora Chiave, soddisfatta, trasse dalla tasca un taccuino nero e una penna e, sulla prima pagina scrisse: “La nota gialla si chiamerà DO”. “La nota arancione…”, continuò la signora Chiave, “… è un po’ superba. Pensa di essere il re del Pentagramma, a cui tutto è dovuto e crede di non avere bisogno dell’aiuto delle altre per creare la musica”. “Potremmo chiamarla RE…”, disse Teo, “… E, sono sicuro che, conoscendo meglio le altre, si renderà presto conto di avere bisogno del loro aiuto”. Senza aggiungere nulla, la signora Chiave scrisse: “La nota arancione si chiamerà RE”. Ad un certo punto, l’attenzione dei due fu attratta dallo strano balbettio della nota verde che continuava a ripetere: “Mi, mi, mi, mi…”. Teo, perplesso, guardò la signora Chiave in cerca di spiegazioni. “La nota verde ha dei problemi di linguaggio. Non riesce a pronunciare correttamente le parole, ma soltanto qualche sillaba. Il suo cibo preferito è il miele e, quando ne ha voglia, si esprime come ora, ripetendo più volte la sillaba MI. Le sue compagne, ormai, la conoscono e l’accontentano immediatamente”, spiegò a Teo la signora Chiave, un po’ preoccupata per il futuro della piccola nota. Teo, che adorava il miele, forse più della nota verde, esclamo’: “Potremmo chiamarla MI, perché è una notina dolce come il miele e, sono sicuro che, vivendo con le altre, presto imparerà a parlare” . La signora Chiave, senza aggiungere nulla, prese il taccuino e scrisse:” La nota verde si chiamerà MI”. L’attenzione di Teo fu attratta dalla nota azzurra che continuava a muoversi, sorridendo. “La nota azzurra è la tutto-fare del gruppo. Lei fa il bucato, fa le faccende nel Pentagramma, fa ciò che le altre, a volte, non hanno voglia di fare…”, disse la signora Chiave a Teo che esclamò : “FA, è il nome giusto per lei”.,e la signora Chiave approvo’, scrivendo sul taccuino: “La nota azzurra si chiamerà FA”, e aggiunse: “Vedi la nota marrone? Il suo colore è un po’ scuro e si potrebbe pensare che anche il suo carattere lo sia. In realtà, ha un sorriso meraviglioso e molto solare. La chiamerei SOL, in onore del sole. Che ne dici, Teo?”. “È un nome bellissimo!”, rispose il nostro amico orso e, questa volta, fu lui a prendere il taccuino e a scrivere:” La nota marrone si chiamerà SOL”. La signora Chiave, a questo punto, contenta dei nomi che stavano scegliendo,, indicò a Teo la piccola nota rosa che era seduta su uno dei fili del Pentagramma ed era circondata da tanti uccellini colorati. “La nota rosa…”, disse, “… Non riesce a camminare, non ha forza sulle gambe e trascorre il suo tempo cantando degli inni alla natura”. Un meraviglioso “La, la, la, la…”, proveniva, infatti, dall’alto del Pentagramma. “Le altre note…, continuò la signora Chiave,” Le vogliono molto bene, ma hanno tanto da fare e, spesso, lei rimane sola”. Teo, rattristato, penso’ che LA, fosse il nome più adatto per la nota rosa e, di sua iniziativa,, certo che la signora Chiave avrebbe approvato, scrisse sul taccuino: “La nota rosa si chiamerà LA”. “Sono sicuro che, presto, con l’aiuto e l’ amore delle altre, anche la nota rosa riuscirà a camminare” , esclamò, ad un tratto Teo, mentre la signora Chiave si stava già concentrando sulla nota viola, l’ultima del gruppo. “La nota viola…”, disse la Chiave di Violino, “È molto gentile. Lei tende a rispondere” si” ad ogni richiesta, nei limiti del possibile, e tutti le vogliono un gran bene. Senza pensarci troppo, credo che SI, sia il nome più adatto per lei”. “La nota viola si chiamerà SI”. Il taccuino era completo e Teo e la signora Chiave, erano soddisfatti del loro lavoro. Per il nostro amico orso, era ormai giunto il momento di rimettersi in viaggio. Con un po’ di malinconia nel cuore, Teo si congedo’ dalla signora Chiave e dalle sette note musicali, con la promessa di ritrovarsi, l’estate successiva, in occasione del loro primo, grande concerto. Teo si allintano’ dalla valle del Pentagramma con una nuova certezza: “Per fare musica sono necessarie le regole, ma è fondamentale tanto amore, perché i suoni più belli li sprigiona il nostro cuore”

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