L’orso Teo e cara Caretta

Teo doveva sbrigarsi. Le uova stavano per schiudersi e non voleva perdere quello spettacolo per niente al mondo. Gliel’avevo descritto in tanti come bellissimo ed emozionante. Teo era giunto a Zante, una delle isole più belle dell’ arcipelago ellenico, a bordo di un traghetto. Ma gli esseri umani sono sempre in ritardo e, a Teo, non rimaneva che correre. Mesi prima, lungo le bianche spiagge della meravigliosa “isola verde”, le tartarughe Caretta Caretta avevano deposto le loro uova, scavando, con le loro zampe, delle piccole buche sulla sabbia. Quella notte, migliaia di uova si sarebbero schiuse e le tartarughine, seguendo un istinto naturale, si sarebbero precipitate verso l’orizzonte, gettandosi in mare, in braccio alla vita. Teo non poteva e non voleva mancare. Giunto sulla spiaggia, Teo si accovacciò vicino ad uno scoglio per non disturbare, appena in tempo per vedere i primi esserini verdi dirigersi verso l’acqua. Teo, pronto ad intervenire se qualche tartarughina si fosse trovata in difficoltà, osservava lo spettacolo con GRANDE partecipazione e curiosità. Ad un tratto si accorse che l’attenzione di una di loro era stata attratta da un gamberetto tutto rosa e, per questo aveva arrestato la sua corsa. Teo, si diresse subito verso di loro per tentare di risolvere la situazione. “Ciao tartarughina, sono l’orso Teo e volevo dirti che non dovresti essere qui, ma correre in acqua con le tue sorelline”. “Piacere amico orso, io mi chiamo Cara”, rispose la tartarughina, “… E lo so bene che il mio posto è il mare. Vorrei prima, però, conoscere il mondo, non vorrei perdere nulla, come l’amicizia con questo gamberetto. A proposito come ti chiami, caro amico?”. “Il mio nome è Luigi, piacere di conoscerti Cara”, rispose il gamberetto un po’ preoccupato dalla presenza di Teo che aggiunse: “Cara, devi rispettare il tuo corpo e la tua natura che ti spingono verso il mare. Se rimani ancora a lungo sulla spiaggia, non avrai molte possibilità di sopravvivere”. Una lacrima scese dagli occhi di Cara e Teo continuò : “Non devi preoccuparti. Se accetti il mare come parte di te, farai delle esperienze meravigliose che renderanno speciale la tua vita”. “Hai ragione Teo, il mio mondo è il mare, sei stato un angelo per me. Quando sarò diventata più grande e forte, forse ci rivedremo, perché i veri amici non si dimenticano. Addio Teo, addio Luigi…”. Cara raccolse le ultime forze e si diresse verso l’orizzonte, accompagnata da un’onda che la gettò, finalmente, in acqua. Ora una lacrima scendeva dagli occhi di Teo che, però, sapeva meglio di tutti, che ERA GIUSTO COSÌ

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