L’orso Teo e la rabbia

Nel corso dei suoi innumerevoli viaggi intorno al mondo, l’orso Teo aveva vissuto tante indimenticabili esperienze e aveva conosciuto amici che gli erano rimasti nel cuore. Lo scoiattolo Ciop era uno di questi. Era un animaletto carino, con una coda imponente, attorcigliata da un lato e lunga più del suo intero corpo. Ciop era, però, molto pigrone, sul finire dell’estate, mentre suo fratello Cip si dava da fare per raccogliere le provviste necessarie al letargo invernale, lui rimaneva per ore steso nei prati a godersi gli ultimi raggi di sole. Le prime piogge erano il segnale che il tempo era scaduto, che l’autunno era arrivato e che era quindi necessario chiudersi nelle proprie tane e dare inizio al lungo riposo che caratterizzava la stagione fredda. Erano quelli i momenti in cui Ciop si arrabbiava di più. Diventava tutto rosso, dalla sua bocca uscivano urla senza senso, rivolte soprattutto a suo fratello che non lo aiutava e il suo desiderio era quello di distruggere ogni cosa. L’orso Teo aveva incontrato per la prima volta Ciop durante una di queste sfuriate e, incurante della sua rabbia, gli si era seduto vicino e aveva iniziato a parlare: “Non sei arrabbiato con Cip, ma con te stesso, perché non hai provveduto per tempo a procurarti il necessario per il letargo. Tutti noi abbiamo una cosa nella pancia chiamata” rabbia”, ma disponiamo anche di una specie di bacchetta magica per non farla uscire e per far sì che non si impossessi del nostro corpo e della nostra testa. Se noi rispettiamo le regole che ci sono state insegnate e facciamo le cose con amore, saranno la felicità e la gioia, che si trovano vicino al cuore, a prendere il sopravvento e tutto andrà bene”. Terminato di parlare, l’orso Teo raccolse tutte le castagne e le noci che riuscì a trovare e, dopo averle sistemate nella tana dello scoiattolo, si allontanò, sicuro che Ciop avesse imparato la lezione. Lo scoiattolino, infatti, prima di addormentarsi fece una promessa a se’stesso: “D’ora in poi vivrò soltanto in compagnia di Gioia e di Felicità e, così, riuscirò sicuramente a sconfiggere la mia pigrizia. Grazie orso Teo.”

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